31 dicembre 2018

Le mie letture del 2018







Proprio agli sgoccioli dell’anno, mi unisco al coro dei blogger che hanno parlato dei libri letti nel 2018.








È anche una buona occasione per rilevare le mie tendenze del momento, cui di solito non presto attenzione.

Per me è stato un anno di letture costanti, ma meno intense del solito. Colpa di un periodo piuttosto impegnativo, scivolato sul finale in una generale disfatta tecnologica di cui non mi sono ancora liberata. Capitano anche a voi periodi in cui non passa giorno senza che qualcosa si rompa o vada perduto? Giusto per sapere se esistono congiure periodiche degli oggetti... Su questo farò scendere un pietoso “andrà meglio il prossimo anno”, molto adatto al 31 dicembre. La seconda “colpa”, invece, mi brucia un po’ perché ne sono responsabile: non è stato un anno di buona focalizzazione delle energie. Nel 2018 non mi sono impegnata a fondo in nessuna delle attività che mi interessavano di più, scrittura inclusa. Ho letto di meno, insomma, senza per questo scrivere o meditare di più, o fare altro di degno di nota, almeno all'apparenza. Comunque sia, “disciplina” sarà senza dubbio una delle mie parole chiave per il 2019.

Ma torniamo ai libri. Ho contato sulla mia lista – che in parte avete già trovato sui miei bollettini del lettore – 27 libri, di cui 14 saggi e 13 romanzi/raccolte di racconti. La saggistica ha superato la narrativa! Non immaginavo che il sorpasso sarebbe avvenuto.

Dal punto di vista della narrativa, la parte del leone – chi ha letto i miei bollettini del lettore lo sa – l’ha fatta la saga Outlander, di Diana Gabaldon. Dopo avere letto il primo libro a fine 2017, nel 2018 ho letto i tre successivi e sto attualmente leggendo il quinto. A catturarmi all’inizio era stata l’ambientazione nella Scozia del Settecento, ma sbagliavo a pensare che i nuovi scenari della storia avrebbero raffreddato il mio interesse. Come ho già detto fino alla nausea (vostra), la Gabaldon è davvero brava, un esempio di come la letteratura cosiddetta “commerciale” possa essere di ottima qualità. Dopo migliaia di pagine – sono libri belli corposi – è impossibile non affezionarsi ai suoi personaggi e non apprezzare la sua capacità di rendere viva ogni situazione nei dettagli, senza mai appesantire la narrazione. Sarebbe utile leggere con l’occhio dello scrittore, ma mi limito a godermi la cavalcata!

Outlander a parte, voglio citare tre romanzi che mi sono piaciuti particolarmente.



Burial Rites
(Ho lasciato entrare la tempesta)

Hannah Kent
 
Un romanzo particolare, che ho letto perché consigliata da Serena Bianca De Matteis. Fiducia ben riposta! La Kent sa raccontare e la storia di Agnes Magnúsdóttir ha un grande fascino, sia per l’ambientazione nell’Islanda dell’Ottocento, sia per la complessa personalità della protagonista, che la porta a essere vista come strega, seduttrice, colpevole, assassina; in altre parole, una donna troppo fuori dal coro per la sua società e il suo tempo.
 

 

Il mio nome è rosso
Orhan Pamuk


Questo giallo ambientato a Istanbul nel 1591, nel mondo dei miniaturisti al servizio del sultano, mi ha lasciato impressioni molto vivide. C’è l’indagine su un omicidio, c’è una storia d’amore, ma soprattutto c’è l’immersione in un mondo interessante e ricco di fascino, che ha saputo tenere desta la mia attenzione anche con l’appesantirsi della storia sul finale. Di questa lettura devo ringraziare Cristina.
 



 

L’incolore Tazaki Tsukuru
e i suoi anni di pellegrinaggio
Haruki Murakami

Una storia che parla di sofferenza, di abbandono e della faticosa costruzione di un’identità in armonia con la propria essenza. Murakami riesce sempre a catturare la mia attenzione e trattenerla, al di là delle mie impressioni razionali. Davvero non so dire – ed è un po’ frustrante – cosa mi piaccia tanto di questo autore. Il suo stile semplice, quasi dimesso? Le sue trame sul filo dell’assurdo? La presenza costante di un senso di mistero? Il fascino di una cultura così diversa dalla nostra? Non so rispondere, e proprio questo è la migliore dimostrazione di quanto possa essere complessa l’esperienza della lettura.




Per quanto riguarda la saggistica, ho trovato speciali Walden, di Thoreau, e Why People Don’t Heal and How They Can, di Caroline Myss. Non vorrei però liquidare testi del genere con due laconiche righe di descrizione. Forse arriverà un post ad approfondire il discorso.

E ora, due parole sul 2019 ormai in arrivo. Cosa posso augurarvi?

Che la salute accompagni voi e i vostri cari.
Che il vostro anno sia ricco di scoperte e ri-scoperte.
Che possiate dedicare tempo ed energie alle attività e alle persone che amate.
Che sia un 2019 caldo e amorevole.



Buon anno!




25 commenti:

  1. Cara Grazia, apprezzo la letteratura Giapu e dunque mi appunto questi tuoi suggerimenti di lettura per il 2019.Non so cosa di preciso sia successo a proposito della tua disfatta tecnologica, ma di una cosa certa: se ti ha momentaneamente distolto dai tuoi obiettivi, nel 2019 saprai tornare sui passi che ti servono per raggiungerli.
    In fondo dobbiamo essere indulgenti con noi stesse: siamo le uniche scrittrici che abbiamo a disposizione...
    Ti abbraccio forte e ti auguro un 2019 strepitoso!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Strepitoso? Perché no! Contraccambio l'abbraccio e gli auguri.

      Elimina
  2. Walden di Thoreau, per me è magistrale... i romanzi che metti in copertina invece non li conosco.

    Buon anno Grazia

    RispondiElimina
  3. Questo è stato il primo anno in cui ho comprato più libri di quanti ne ho letti, cosa a cui non volevo asssolutamente arrivare (sì, con tre esse). Penseremo a recuperare quest'anno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anch'io non voglio farlo, ma da qualche anno transigo... per il 2019 mi unisco a te nel recupero, allora. ;)

      Elimina
  4. La tecnologia sa essere amica quanto nemica. A me succede spesso di attraversare momenti dove il nostro rapporto è più di odio che d'amore. Non so se posso consolarti, ma ti capisco.
    I tuoi auguri per il nuovo anno sono bellissimi, grazie e te li ricambio di cuore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te, Nadia. Per ora aspetto di scoprire quanto sia recuperabile di un disco esterno che ha smesso di funzionare... e non ti dico cosa ci avevo messo sopra! Non posso nemmeno sentirmi sfortunata, solo idiota... ;)

      Elimina
  5. Riuscire a trattenersi da leggere tutta la saga Outlander è un bello sforzo. Tu in due anni sei già al quinto, io vedo piano, è la mia scatola di cioccolatini e me la devo gustare con calma (cosa farò quando avrò finito la scatola?!) Ho appena terminato Passione oltre il tempo (Drums of Autumn, quarto volume) e dalla vita così ben descritta nelle montagne selvagge adesso guardo con molta stima... al frigorifero!! :D I problemi di conservazione del cibo, del procurarsi medicinali, quei pochi conosciuti tra l'altro, questa cosa che Claire cerca di ottenere la muffa giusta da cui prelevare la penicillina, le diverse tribù indiane e le loro tradizioni... Avrei amato di più la Storia se avessi avuto zia Diana a raccontarmela in classe?
    Sulle disfatte tecnologiche, lasciamo perdere. Le mie raramente hanno a che fare con i computer, ma se la caldaia decide di fermarsi proprio quando stai sotto la doccia a dicembre... :/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le mie "disfatte" sono state molto versatili... non mi hanno lasciata in pace su nessun fronte! Che gentili... :(
      Dici bene sulla Gabaldon; io ho davvero l'impressione di imparare qualcosa leggendo. E sì che lei si dilunga abbastanza nelle spiegazioni, perciò potrebbe diventare noiosa alla lunga, ma non succede mai. Deve comunque avere un lavoro di documentazione notevole. Nessuna meraviglia che abbia uno staff di gnomi ad aiutarla, come ho letto sul tuo blog! :)

      Elimina
  6. Ciao Grazia prima di tutto e tantissimi auguri.

    Oggi spero proprio di riuscire a risponderti finalmente. Ho avuto problemi col pc... parlando di periodi storti.. il fatto è che a volt durano anni, mannaggia a loro!
    Ma venendo al tuo post ti confesso che a Pamuk ho già pensato più volte ma non mi sono mai decisa. Ho troppi libri in attesa continuo rimandare.
    Gli altri non li conosco tranne Murakami. Ma sono Murakami-dipendente come ormai tutti sanno. :O
    Perchè? Come dici tu ha uno stile pulito, chiaro. All'aparenza semplice perchè poi ci sono sempre sottigliezze notevoli.
    Poi i senso del sureale

    RispondiElimina
  7. Scusa... al solito ho sbagliato tasto.
    Poi il senso del surreale sempre presente. L'idea di due mondi, quello in cui viviamo e uno parallelo che si sfiorano, si incrociano, si intersecano. Vanno a braccetto amandosi e litigando come una vecchia coppia. Il mistero che aleggia nelle sue parole e nelle sue storie.
    Diciamo che è affascinante? Come trame e come stile di scrittura?

    Ok.. dovrei esserci riuscita :) ora salto in cucina. Ciaooo e buon 2019!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La lista di attesa dei libri da leggere non solo è lunga, ma continua ad allungarsi! Su Murakami la penso proprio come te... e come quei milioni di persone che lo amano. Buona cucinata e buon anno! ;)

      Elimina
  8. Walden ovvero Vita nei boschi? Cavolo che mi sono perso! Già messo in lista :)
    Buon anno a te, pieno di libri.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Felice di averti dato un buon suggerimento! Per quanto ti conosco, avrei giurato che lo avessi già letto.
      Ottimo augurio quello di un anno pieno di libri, che contraccambio. Un anno senza scrivere storie può essere sottotono, ma senza leggerne... non riesco proprio a immaginarlo. :)

      Elimina
  9. Mi toccherà leggere Outlander prima o poi, ci sono troppe persone che ne parlano bene! Buon anno anche a te!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le aspettative alte sono il primo passo verso la delusione... ma mi auguro che Outlander ti piaccia, perché è tanto polposo materiale da "consumare"! ;)

      Elimina
  10. Titoli molto interessanti... e in ritardo tanti auguri.

    RispondiElimina
  11. Carissima, ben trovata! Sono appena rientrata e mi unisco al volo nell'augurarti un 2019 pieno di sorprese e di "disciplina". Io opto invece per la pazzia e la leggerezza. Fare sì, ma senza obblighi, organizzare ma il giusto, fare bene ma non troppo, che il troppo è del perfezionista e io devo smettere di esserlo per il bene della salute! Un abbraccio:)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io ho già "pazziato" nel 2018... probabilmente ne avevo bisogno, ma sento il richiamo dell'altra metà. :)

      Elimina
  12. Tanto di cappello alle tue letture, adoro Murakami, come sai, e devo scoprire Pamuk.
    Un bilancio che nonostante le tue riflessioni su equilibri personali, tutto sommato è positivo.
    Lo stesso posso dire io, anche se ho perso il "vizio" di fare bilanci annuali. Sarà che noi insegnanti usiamo fare bilanci in armonia all'anno scolastico, e per quanto mi riguarda all'anno laboratoriale e teatrale. :)
    Grazie per i tuoi auguri, anch'io metto la saluto al primissimo posto.
    Auguri a te e ai tuoi cari...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I bilanci veri e propri piacciono poco anche a me; piuttosto ci sono elementi che mi balzano all'occhio per la loro importanza... e mancanza, e mi riprometto di agire su quelli. Di solito me ne dimentico entro una settimana. ;)

      Elimina
  13. Ti ringrazio e ricambio gli auguri.
    Le tue letture sono senza dubbio appetitose. Il mio nome è rosso l'ho letto, gli altri mi mancano. In particolare non ho mai letto Murakami e mi sento un po' ignorante per questo...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io gli autori più apprezzati me li perdo quasi tutti, perché seguo il mio filo personale che collega una lettura all'altra, e solo di rado li incrocio... ormai mi ci sono abituata. :)

      Elimina