Per scrivere bisogna sporcarsi le mani


PER SCRIVERE BISOGNA SPORCARSI LE MANI
Officina di scrittura

- Edizioni Eremon -


Prima dell'arte viene l'artigianato.
Siete disposti a mettere le mani nel motore della storia?




Il talento è importante per chi scrive, ma senza una conoscenza di base delle tecniche narrative - quella che Stephen King definisce "la cassetta degli attrezzi dello scrittore" - qualunque talento fatica a esprimersi per raggiungere un livello professionale.

Per scrivere bisogna sporcarsi le mani offre una panoramica completa e approfondita degli strumenti narrativi usati nella scrittura creativa, e lo fa in modo semplice e sintetico, con un tocco di umorismo.

Ecco cosa troverete.

SOMMARIO

1. Le idee
Ma dove stanno le idee?
Aiutare la Musa
Come sviluppare le idee

2. La trama
Cos’e la trama (e cosa non è)
Le tre fasi drammatiche
Il primo atto
Il secondo atto
Il terzo atto
Tempo verbale e punto di vista
La scena – show, don’t tell
Dramma e melodramma
Quante trame?
La realtà nella narrativa
Sottotrame e trame parallele
Il sistema a schede

3. Personaggi
Trama e personaggi: senza, non c’è storia
I personaggi: da dove vengono e cosa fanno
Lo sviluppo del personaggio
Gerarchia dei personaggi
Permettete che mi presenti: il mio nome è...
Tipi e stereotipi
Qualcosa è cambiato

4. Dialoghi
A cosa servono
Requisiti di un buon dialogo
Aspetti tecnici dei dialoghi

5. Ambientazione e descrizioni
L’ambientazione: cos’è, a cosa serve
La descrizione
I cinque sensi
Dettagli: quanti e quali
Ambientazione: consigli finali

6. Lo stile
Cos’è, a cosa serve
Prologhi
Epiloghi
Il linguaggio figurato
Il suono delle parole
Vocaboli, punteggiatura & Co.
I segmenti costitutivi della narrazione
L’importanza della posizione
Incollare il lettore alla pagina
Il titolo
Le transizioni

7. La revisione
Cos’è, a cosa serve
Le fasi della revisione
Domande di riferimento per la revisione
L’occhio dell’editore
  






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Edizioni Eremon





RECENSIONI

LA BOTTEGA EDITORIALE

Un’esaustiva guida alla scrittura creativa
Scrittori si nasce o si diventa?
di Rossella Michienzi

I libri fanno parte di un mondo meraviglioso, un universo tutto da scoprire. Essi sono lo strumento privilegiato attraverso il quale possiamo accrescere le nostre conoscenze, alimentare la nostra immaginazione o, addirittura, aprirci a nuovi orizzonti. Non importa a quale genere appartengano o a quale tipologia di lettore siano rivolti: la lettura di un libro modifica sempre il pensiero. Se ci fermiamo un attimo a riflettere appare chiaro come la società sia “colonizzata” dai libri, o dagli ancor più moderni ebook: ci sono romanzi d’evasione, fantascientifici, saggi di attualità, manuali d’arte, storico-politici, insomma una serie di testi in cui il linguaggio viene usato come strumento per comunicare un messaggio; e poi ci sono tutti quei libri che, invece, usano le parole, la scrittura, per parlare della scrittura stessa, una sorta di metascrittura.
È questo il caso dell’originale e preziosissimo libro di Grazia Gironella, Per scrivere bisogna sporcarsi le mani (Eremon edizioni, pp. 148, € 14,00). Il titolo la dice lunga sul fine ultimo di questo testo, che non contiene né verità assolute né tanto meno divieti categorici; si tratta piuttosto di un completo e rigoroso ricettacolo di “valide istruzioni” che offrono ai lettori la possibilità di aprire le loro menti. Richiamando la classica frase fatta, anche un po’ retorica: scrittori si nasce o si diventa? Si può davvero diventare con il tempo audaci scrittori oppure è un talento innato che si manifesta inconsciamente?
Di certo, la questione è abbastanza controversa, ma è anche vero che la scrittura si alimenta di pratica: più si scrive, più si migliora, e il miglioramento non può che essere il risultato della lettura di un libro esaustivo come questo, che si propone essere una guida alla scrittura creativa, all’origine della quale vi è l’idea.
Alla base della scrittura
Un libro che insegni a diventare narratori? Spesso si tende a vedere con un certo scetticismo testi come quello di Grazia Gironella, talentuosa scrittrice bolognese, che offre agli aspiranti autori gli ingredienti base della narrativa di qualità. Scrivere, come si diceva, è un’arte che va affinata sempre di più, non si tratta di una semplice operazione meccanica come guidare oppure usare il telefonino… Non si finisce mai di imparare ad impiegare in maniera armoniosa le parole. All’origine di tutto vi è, naturalmente, l’idea.
Per scrivere bisogna sporcarsi le mani ci permette di riflettere sulla necessità di dare ordine alle proprie idee. Così come al pittore non basta la semplice fantasia ma ha bisogno di conoscere precise tecniche per trasmettere le proprie emozioni, così lo scrittore ha bisogno di dare un ordine alle proprie riflessioni, alle proprie osservazioni, a quella sorta di brainstorming che letteralmente significa “tempesta di idee”. Un buon narratore, insegna Gironella, non attende che l’idea piova dal cielo; è necessario piuttosto che si guardi attentamente intorno, il mondo è pieno di dettagli che noi costantemente e distrattamente ignoriamo, per coglierli è indispensabile una spiccata sensibilità che consenta di afferrarli. Di fronte ad un buon caffè, o magari osservando un bel tramonto, sulle note di un tango passionale o ancora in brevi stralci di vita quotidiana, in ogni momento può sorgere la tanto agognata ispirazione. Un dettaglio minimo, apparentemente insignificante, può trasformarsi improvvisamente nella scintilla in grado di dar vita ad un romanzo originale, sentito, “intimo”.
Una parte significativa del libro di Gironella è dedicata al legame scrittore-testo: il coinvolgimento del lettore è quasi sempre direttamente proporzionale al coinvolgimento dello stesso autore. Il lettore si accorge quasi subito, sin dalle prime righe, quanto l’autore senta i temi trattati, la sua vicinanza al testo. E, di conseguenza, maggiore è il distacco minore sarà la voglia e la curiosità per chi legge di volerne sapere sempre di più.
Una buona organizzazione: è questo il segreto
Lasciare libero spazio alle idee o programmare nel dettaglio la trama? Chiaramente una buona idea deve prender forma in maniera ordinata, logica ed esaustiva per evitare di confondere il lettore, che deve essere accompagnato passo dopo passo dalla mano competente dell’autore.
Quando si scrive un romanzo bisogna tenere in considerazione innumerevoli elementi: la trama, i personaggi, le tecniche da utilizzare nei dialoghi per dar loro “voce”, scegliere o meno di inserire monologhi interiori, il concetto di scena, il finale, il punto di vista e la gestione delle sottotrame. Grazia Gironella nel suo libro affronta queste problematiche, e molte altre, sapientemente senza imporre un’opzione piuttosto che un’altra, ma dando dei consigli utili a chiunque voglia approcciarsi al mondo della scrittura creativa in genere, o a chi voglia perfezionarsi. L’autrice crea una sorta di vademecum, una “guida della creazione” in cui tiene a precisare più volte la necessità di dare a personaggi vita propria, oltre che l’importanza di creare un finale che non deluda i lettori: non parliamo del forse irraggiungibile “finale perfetto” ma di una conclusione che abbia risonanza e che lasci una forte eco nell’animo di chi legge. «Il lettore ha bisogno di vedere la storia svolgersi sotto i suoi occhi», asserisce Gironella, che ha creato un’opera dagli innumerevoli pregi, esauriente e approfondita, che raccoglie tante briciole tutte insieme dando loro un senso.
Ovviamente, se da un lato si vuole sottolineare l’importanza di una vera e propria “organizzazione delle idee”, dall’altro è innegabile l’improvvisazione dalla quale sono nati grandi capolavori della letteratura nazionale ed internazionale. Nonostante ciò, Per scrivere bisogna sporcarsi le mani apre la mente su aspetti della scrittura spesso trascurati e non può che essere un utile strumento sia per gli esperti sia per i “dilettanti” del settore.
Come si dice: ai lettori l’ardua sentenza!

Rossella Michienzi
(direfarescrivere, anno IX, n. 89, maggio 2013)



PREFAZIONE DI ANDREA MUCCIOLO

I manuali di scrittura creativa non hanno vita facile. Tra tutti i libri pubblicati, questi spiccano in maniera peculiare, spesso con connotazioni negative. La ragione di questo è presto spiegata: sono gli unici libri destinati agli stessi scrittori e non ai lettori. È un fatto inopinabile, ma spesso sottovalutato.
Un libro di cucina insegna a cucinare; un manuale di giardinaggio a prenderci cura delle nostre piante e, fin qui, nessuno può avere nulla da obiettare. Invece, un libro che “insegni a diventare scrittori” sembra essere circondato da un alone di sospetto. “Scrittori si nasce, non si diventa”, recita la classica frase fatta, retorica e forse anche ipocrita. È chiaro che diventare scrittori non è come prendere la patente o imparare a usare il computer, non ci sarebbe atteggiamento più sbagliato di questo, ossia considerare la scrittura un qualcosa di meramente tecnico. Soltanto una persona sciocca potrebbe vedere un manuale di scrittura come una sorta di libretto delle istruzioni. Chi pensa questo non sarà mai uno scrittore, né bravo né pessimo, semplicemente non lo sarà mai.
“Ma allora, se a scrivere e raccontare si insegna, dove sta di casa il talento? Faccio un esempio. La cortesia (cioè il comportamento formalmente ineccepibile) può essere insegnata: è una tecnica. La gentilezza d’animo non può essere insegnata: non è una tecnica”. (Giulio Mozzi “(non) Un corso di scrittura e narrazione” – Terre di Mezzo Editore – 2009).
Ho citato questa frase di Giulio Mozzi, scrittore, consulente editoriale, editor e insegnante nei corsi di scrittura creativa. Penso che queste poche righe abbiano già spiegato molto, ovvero, dovrebbero aver fatto comprendere l’utilità di un manuale di scrittura, la sua ragione d’esistere e soprattutto in quale ottica collocarlo.
Vediamo invece cosa ci dice un altro “mostro sacro” della scrittura creativa, Vincenzo Cerami:
“Mai svelerei la mia speranza più segreta: che un giovane, una volta letto il libro e imparato forse una serie di cose, dimentichi tutto e cominci a scrivere andandosene con disinvoltura per la tangente. Le regole, in arte, vengono in un secondo momento, si scoprono dopo averle applicate.” (Da "Consigli a un giovane scrittore" di Vincenzo Cerami, Garzanti, 2002)
Posso aggiungere qualcosa? Credo di sì: un intero libro, di cento, duecento o trecento pagine, potrebbe mettere nelle nostre mani un unico strumento capace di farci andare avanti, quell’unica informazione che stavamo cercando e che, una volta ottenuta, ci aprirà la strada verso i nostri sogni. Appurato questo, un manuale di scrittura ha ragione d’esistere e di essere letto con attenzione.
Chi scrive e pubblica senza problemi, magari anche con successo, senza aver mai letto un manuale di scrittura, può andare avanti comunque, non v’è dubbio. Se, invece, una persona avverte la necessità di un faro nella notte, di una mano che lo aiuti a rialzarsi o che, bonariamente, gli dia una pacca sulla spalla nei momenti di sconforto, allora un manuale di scrittura può avere un senso, se non altro perché si leggeranno cose scritte da un collega corso in aiuto di un altro collega.
Chi dice che per diventare scrittori basta leggere molto, fa retorica pura, o meglio, propaganda personale, misero populismo. Una cosa non esclude l’altra. Limitarsi mentalmente è sempre sbagliato.
Al pittore non basta la fantasia, ha necessità della tecnica per trasmettere e condividere su tela ciò che tiene all’interno del cuore. Allo stesso modo, allo scrittore non possono bastare le parole che ha nella mente, poiché dovrà saperle miscelare con cognizione di causa, riconoscere quelle da escludere e quelle invece da esplorare maggiormente, dar loro un forte spessore letterario, inserirle all’interno di una trama robusta e caratterizzata da eventi avvincenti e ben dispiegati.
Se per scrivere bastasse la fantasia, saremmo tutti scrittori. Oggi c’è improvvisazione su tutto. La causa di questo è da ricercare anche nel fattore puramente economico: fino a qualche decennio fa per scrivere un libro bisognava possedere una macchina per scrivere, che poteva essere usata solo a tale scopo. Oggi chi di noi non ha un pc? Senza contare l’azzeramento dei costi: niente inchiostro, niente fogli sprecati e, soprattutto, nessuna paziente e pedante successiva battitura a macchina della versione corretta della nostra opera. Word ci permette non di cancellare una frase, ma di far sì che questa non sia mai esistita. Non vi rimane traccia. Tutto è diventato tremendamente semplice: ti siedi al pc e, tra una chattata su Facebook e un controllo alle mail abbozzi un racconto. Niente sottolineature, niente penna rossa, niente materie prime per la scrittura che finiscono e che inducono a spendere altro denaro.
Tutti scrivono, pochi leggono, quasi nessuno pensa che forse bisogna anche imparare a scrivere, a ordinare le idee, a dar loro una giusta e precisa forma narrativa, affinché il risultato finale sia un romanzo ben strutturato, scorrevole, privo di punti contradditori e soprattutto in grado di entusiasmare il lettore, sì, proprio lui, il signore segreto di ogni autore, capace di decretarne lunga vita, morte prematura o addirittura un aborto.
Leggere un manuale ci dà un aiuto per arrivare a comprendere alcuni meccanismi più o meno complessi della narrazione. La scrittura è arte e, come ogni forma d’arte, vi sono al suo interno dei segreti, dei trucchi da utilizzare che non tutti conoscono. Come in ogni settore, l’umiltà ci permette di imparare sempre nuove nozioni e migliorare noi stessi. Scrittori si nasce, poi bisogna imparare a scrivere, come si nasce esseri umani e successivamente l’educazione ci insegna a vivere come tali.
Tuffatevi nella lettura di questo manuale. Anche se non doveste diventare scrittori di successo, perlomeno ne uscirete migliori e maggiormente consapevoli dei vostri obiettivi. Di ciò che siete, o che sarete.
Sfogliando le pagine di questo libro e riflettendo su ciò che troverete scritto aprirete le vostre menti. E, questa, costituisce una vera garanzia che sento di potervi offrire.



EVELYN STORM – 5 agosto 2013


Si tratta di un manuale suddiviso per argomento: le idee, la trama, i personaggi, i dialoghi, l’ambientazione e la descrizione, lo stile e la revisione. Non starò qui a parlarvi di cosa dice ognuno, anche perché già vi sarete potuti fare un’idea sommaria da questa classificazione e dalla trama che ho postato. Ma vi dirò che ho trovato i consigli professionali di Grazia Gironella molto utili, perché non si è mai troppo preparati in materia. Alcune cose che credevo di sapere… ho potuto approfondirle e rendermi conto che non tutto è così ovvio o immediato, e nemmeno conosciuto, altre cose sono state una sorpresa. Nel senso che con una scrittura che è comprensibile, veloce e moderna, come c’è scritto nella stessa trama, mi è stato semplice concentrarmi e prendere spunti che sicuramente utilizzerò nei miei futuri scritti. Tanto che ho sottolineato frasi e messo asterischi ovunque. Direte che ho rovinato il libro? Io non credo, anzi, farò solo molto più in fretta a ritrovare quei punti per me importanti quando avrò bisogno di rileggerli. Inoltre, gli spunti su come suddividere il proprio romanzo in schede e le tantissime domande di riferimento per la revisione li ho apprezzati particolarmente. Un gran bel lavoro, preciso e ordinato, frutto di molto studio sicuramente, anche con frasi d’esempio, a beneficio di chiunque si appresti alla scrittura o voglia approfondirla.


ROBEDAMAMMA 30 gennaio 2013

Un manuale di scrittura giovane, pratico, senza troppi fronzoli, ma ricco d’informazioni. Utile per chi ha tra le mani una storia e non sa come snocciolarla.



AISLINN  -  12 ottobre 2012

Ho voluto leggerlo per due motivi: perché il titolo mi ha subito colpito favorevolmente - la scrittura è anche artigianato, lavoro di cesello e lima, non solo Arte con la A maiuscola ed eteree conversazioni con le Muse - e perché l'autrice è italiana, mentre quasi tutti i manuali che ho letto sono americani (spesso direttamente in inglese perché non tradotti nel nostro Paese). Inoltre, di Grazia Gironella apprezzo spesso gli spunti offerti nella sua pagina Facebook pubblica e, anche se non posso dire di conoscerla personalmente, ho potuto intrattenere con lei qualche conversazione virtuale attraverso il social network.
Credo che Per scrivere... sia un ottimo testo per chi vuole approcciarsi alle questioni fondamentali della scrittura creativa per la prima volta: se non avete mai letto un manuale, qui si toccano passo passo tutti i punti essenziali della tecnica, dai metodi per costringere l'ispirazione a lavorare, ovvero per trovare le idee, alle strutture della trama, alla caratterizzazione, e così via fino alla revisione. Certo, in circa 140 pagine non potrete pretendere che ogni questione sia sviscerata ed approfondita come si potrebbe - non a caso esistono tanti manuali monografici, ovvero dedicati solo alla creazione dei personaggi, solo alla descrizione eccetera; e in qualche caso si avverte con chiarezza la necessità di qualche parola in più, ad esempio quando si accenna a concetti non immediati quali la "risonanza" del finale, o resonance, e la "premessa tematica", o premise. Il manuale tuttavia è estremamente serio e si percepisce la documentazione dell'autrice: numerose volte ho ritrovato consigli, concetti e riflessioni che si richiamano direttamente alla tradizione anglosassone e spiegano in modo conciso e chiaro le nozioni che qualsiasi scrittore o aspirante tale dovrebbe masticare senza difficoltà, e che spesso invece sono, in Italia, il regno della confusione - quando non vengono del tutto snobbate, per ignoranza o, ahimè, per cosciente rifiuto.
Se, quindi, di manuali ne avete già letti parecchi, in italiano o in inglese, vi servirà comunque questo testo? Be', sì; servirà da ripasso e fornirà magari qualche spunto per sperimentare metodi diversi dalla propria abitudine (mia esperienza personale: non uso spesso le "schede" di cui si parla nel capitolo dedicato alla struttura della trama, ma visto che al momento sto delineando la scaletta del romanzo nuovo, rispolverare questa possibilità mi ha fatto riconsiderare di utilizzarle ora per sistemare in ordine gli eventi che ho in mente) o per organizzare passo dopo passo la revisione della vostra opera. Manca purtroppo una bibliografia di riferimento, che a mio parere sarebbe stata utilissima in chiusura per permettere al lettore di trovare altri testi simili, generici o specifici su un aspetto della scrittura; ma, a parte questo, sono rimasta soddisfatta dalla lettura.




2 commenti:

  1. Ecco io ho cercato di evitarti Grazia, perché ero certa che mi sarei impelagata in qualcosa di intrigante. Al momento sono solo indecisa tra Kindle o Printed Version. Non mi dire meglio printed, è sabato e col kindle sarebbe subito qui per il week-end che ho anche un po' di tempo libero... AGGIRORNAMENTO esiste solo la versione stampa. Prima di Amazon stasera provo ad ordinarlo alla Ubik di Potenza. Lo sapevo, mi dovevo tenere alla larga, e poi manco vorrei mai scrivere un romanzo. Quindi sarà bene che tu mi ci faccia trovare cosette utili anche come apprendista-vice-sostituto-aspirante blogger. AUGH!

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    1. Non vorrei mai farti impelagare in nulla, davvero! Purtroppo l'editore non vuole saperne dell'e-book, almeno per ora. Spero che tu trovi nel libro qualcosa di utile. Grazie! :)

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