13 gennaio 2016

La scrittura vista da Elena Ferrante


Romanzi di Elena Ferrante



Pubblico per essere letta. Soltanto questo mi interessa della pubblicazione. Perciò sfrutto tutte le strategie che conosco per catturare l’attenzione del lettore, stimolare la sua curiosità, rendere la pagina il più possibile densa e facile da girare; ma quando ho l’attenzione del lettore mi sento in diritto di trascinarla in qualsiasi direzione di mio gusto. Non credo che si debba assecondare il lettore come consumatore, perché non lo è. La letteratura che asseconda i gusti del lettore è letteratura di scarso valore. Il mio obiettivo è deludere le normali aspettative e suscitarne di nuove.




 

Elena Ferrante (probabile pseudonimo) è una scrittrice italiana. Senza aver mai svelato la propria identità, si è fatta apprezzare in Italia e all'estero, in particolare negli Stati Uniti, dove quattro suoi romanzi hanno incontrato il favore del pubblico e raccolto critiche più che positive.



24 commenti:

  1. Scusa, nel titolo hai scritto Elsa e per un attimo mi sono confusa.
    Bello, che dici: è esattamente quello che hai in mente tu, vero?
    Si conquistano, ma non si assecondano, i lettori!
    E come si conquistano??

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    1. Mi serve una testa di ricambio! Grazie, ho corretto (secondo me avevo fatto un mix con Elsa Morante!). Come si conquistano i lettori? Credo con i sentimenti, nel mio caso (ammesso che io lo faccia); ma c'è chi lo fa con lo stimolo intellettuale o con l'umorismo. E' importante trovare un proprio modo di comunicare. Però, che bella domanda... :)

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  2. Sottoscrivo e controfirmo la citazione di Elena Ferrante, specie nel passaggio: "Non credo che si debba assecondare il lettore come consumatore, perché non lo è." Elena Ferrante potrei essere io, chi sa! ;-)

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    1. In tal caso "mi inquino", come disse Pumbaa (citazione da "Il Re Leone", mooolto colta!).

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  3. Scrivere per essere letti, ma soprattutto conquistare il lettore. Lei ci riesce molto bene perché non asseconda il lettore ma lo fa appassionare :-)

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    1. Allora devo far uscire "L'amica geniale" dalla wish list. :)

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    2. Suggerisco di sì :-)
      io sono stata conquistata da Elena Ferrante tempo prima del boom della quadrilogia dell'amica geniale. Avevo letto "La figlia oscura" , poi ho letto questa estate anche la quadrilogia e ho avuto la conferma del fatto che scrive molto bene e le sue storie sono appassionanti. Se vogliamo diverse da quelle che vanno per la maggiore, amore senza miele, niente di erotico, infarcite di realtà talora scomode.

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    3. Cosa mi consiglieresti di suo?

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    4. La quadrilogia dell'amica geniale mi è piaciuta tantissimo, ma sono 4 libri. A me è piaciuto molto anche la figlia oscura, è un romanzo particolare, ma rispecchia il suo genere. Io pensavo di leggere anche altri romanzi suoi più avanti.

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  4. Eppure una delle accuse che le sono rivolte consiste proprio nell'essere "commerciale", nell'aver scritto per piacere (e vendere) al pubblico americano XD Molto bella la citazione!

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    1. E' interessante che si possa "accusare" uno scrittore di voler piacere al pubblico. Chissà se esiste il corrispondente nelle altre arti.

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    2. In più... la Ferrante forse è donna e vende davvero ;) Sai i pruriti nostrani? XD

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  5. Chissà chi è questa Elena Ferrante? Forse è persino un team di scrittori.
    Con l'affermazione non sono molto d'accordo...mi pare un po' un controsenso. Il lettore potrebbe anche essere catturato, acquistare il libro, ma quando poi vede che vengono traditi i suoi gusti, piantarlo lì a metà e non comperare il successivo. Sinceramente, anche se non ho ancora letto nulla di questa autrice, credo che, per avere il successo che ha, lei segua i gusti del lettore anche nel corso del romanzo.
    Ora però vado un po' OT: che ne pensi della pratica - ammesso e non concesso che sia questo il caso - di scrivere sotto pseudonimo?

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    1. A giudicare dai pareri che ho sentito sui suoi romanzi non sembra che i lettori si sentano ingannati. Penso che un bravo autore possa portare il lettore anche dove non vuole andare, oltre gli orizzonti che si sceglierebbe, e con questo gli possa fare un grande dono. Non parlo però della Ferrante, che non ho ancora letto.
      Scrivere sotto pseudonimo? Di getto ti direi che non mi piace molto, come non mi piace tutto ciò che serve a fingere, mascherare, modificare l'essere umano. Capisco però che un autore possa identificarsi in un nome diverso dal proprio, oppure, se famoso, sentirsi soffocato dalle aspettative dei lettori. In fondo l'unico vero inganno che si può imputare a uno scrittore è... scrivere male! Tu come la pensi?

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    2. Sì, certo. Spesso mi chiedo cosa spinga uno scrittore a scrivere sotto pseudonimo. Evidentemente è uno che non subisce il fascino di vedere pubblicato il proprio nome. O forse è uno che vuole prendere spunto dalla realtà circostante senza venir...crocifisso! O forse è un gruppo di persone che vuole sembrare una persona sola.

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  6. "Il mio obiettivo è deludere le normali aspettative e suscitarne di nuove". In altre parole, invitarti a pensare fuori dagli schemi, a uscire dalla tua scatola o zona di confort per guardare il mondo con curiosità. Ho letto tutti i libri della Ferrante e, chiunque sia, ha per me un'ottima penna. E non ci trovo nulla di sbagliato a voler piacere: è quello che tutti vogliamo, da quando siamo dei bebè!

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    1. Credo che la sua ottica sia proprio questa. Per il resto, tutti vogliamo piacere agli altri, in un modo o nell'altro. Magari qualche modo è sgradevole, ma non penso sia il caso della Ferrante. :)

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  7. «Si scrive per essere letti,» lo diceva sempre Giulio Mozzi al corso…

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  8. Mi piace questo commento perché, se in un primo momento può sembrare superficiale (voglia di vendere o essere conosciuti), mostra subito dopo una volontà molto più profonda e un'idea chiara di ciò che la letteratura significa per l'autrice.
    Non ho letto niente di Elena Ferrante, anche se ne ho sentito parlare moltissimo soprattutto negli ultimi mesi. Non so se i suoi romanzi potrebbero piacermi, per questione di gusti personali immagino (non mi attirano in particolar modo), ma di certo con questa frase ha guadagnato il mio apprezzamento :)

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    1. Sono proprio i pareri che sento a farmi prendere in considerazione le sue storie. Di solito non leggo autori italiani (lo so, dovrei cospargermi il capo di cenere...). :)

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  9. Della Ferrante ho letto I giorni dell'abbandono, che ho trovato un ottimo romanzo.
    Apprezzo molto questa sua descrizione dell'obiettivo dello scrittore. Del resto, dallo pseudonimo alle numerose vendite perfino negli Usa, direi che come idea editoriale è azzeccatissima.

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    1. Anche a me sembra azzeccata, perché cerca un punto di equilibrio tra la necessità di comunicare con il lettore e l'intento di stimolarlo a uscire dalla sua comfort zone.

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