27 dicembre 2015

La scrittura secondo William H. Gass


William H. Gass





Siate felici, perché nessuno vede ciò che fate, nessuno vi ascolta e a nessuno importa davvero dei vostri risultati, ma talvolta qualcosa accade, e nasce la bellezza. 








William Howard Gass (Fargo, North Dakota 1924) è autore di quattro romanzi (fra cui Nel cuore del cuore del paese, 1968, e il monumentale The Tunnel, 1995) riconosciuti come opere cardine della narrativa postmoderna americana, e di diverse raccolte di saggi, che gli hanno fruttato per due volte il prestigioso National Book Critics Circe Award, oltre a un’infinità di altri premi e onorificenze. Dopo avere insegnato per trent’anni filosofia presso la Washington University di St. Louis, oggi continua a vivere in questa città con la famiglia, dedicandosi esclusivamente alla scrittura. La sua opera, visibilmente influenzata da James Joyce, si basa più sul linguaggio che sulla trama.

In un dibattito pubblico del 1978 sulla narrativa, John Gardner disse, paragonando la propria scrittura a quella di Gass: "La differenza è che il mio 707 vola, mentre il suo è troppo incrostato d'oro per sollevarsi dal suolo." Gass rispose: "Esiste sempre quel pericolo, ma il mio vero intento è che se ne stia lì, solido come una roccia, mentre faccio credere a tutti che stia volando."


 

12 commenti:

  1. Interessante! Però bisognerebbe leggere qualcosa di Gass e Gardner - detto così sembra un duo comico - per comprendere bene la critica di essere "troppo incrostato d'oro". Si riferisce forse alla pesantezza del linguaggio?

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    1. Non ho letto nulla di loro, ma mi pare di capire che le "incrostazioni d'oro" siano un eccesso di attenzione alla forma e allo stile rispetto all'essenza della storia. Su Wikipedia ho visto che John Gardner è stato insegnante di scrittura creativa per tutta la vita (una vita drammatica e interessante, tra l'altro), perciò la critica sarebbe plausibile. Certo che se mi viene voglia di leggere qualcosa di ogni personaggio nominato nelle citazioni, sono nei guai! ;)

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    2. Ho mentito, Gardner è l'autore di "On becoming a novelist", un manuale che mi è piaciuto... e di cui non ricordo nulla, almeno coscientemente. Devo sempre pensare che di ciò che leggo resti una traccia nascosta (molto nascosta!) in me, o mi piomba addosso la depressione.

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    3. Per quanto riguarda la voglia di leggere qualcosa sui personaggi delle citazioni, il rischio è grande. Per la cronaca, il mio beneamato armadietto delle letture è di nuovo stracolmo. C'era un po' di spazio, ma ho incautamente rivelato a un'amica che avrei voluto leggere "Mondo senza fine" di Ken Follett... com'è ovvio mi ha preso alla lettera e per Natale è arrivato il pachiderma da 1360: ha spaventato pure me!

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  2. Grandiosa la citazione, superba la risposta a Gardner (sì ok, esperto di scrittura creativa, ma pure un filino monolitico in tale occasione... in verità direi anche di peggio, dunque taccio) :D
    Non conoscevo Gass, ma, per quella battuta, ha la mia eterna stima! E quasi quasi... vien voglia di leggerlo XD

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    1. Proprio così: a ogni citazione condivisibile, viene voglia di conoscere l'autore. Bello, ma impegnativo! ;)

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  3. Bellissima citazione, non ho letto nulla di Grass ma mi sembra un uomo solido.
    Buon anno

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    1. Sì, solido come il suo 707. Tanti auguri anche a te! :)

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  4. Considerando che Gardner è un mattonazzo stile palla al piede, da leggere una facciata al giorno perché di più ti fuma il cervello, non voglio nemmeno pensare a come deve essere lo stile di Gass!

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    1. Ma vedi che a volte avere la memoria di un lombrico aiuta? Io ricordo che il suo testo mi era piaciuto... il resto è sparito. ;)

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  5. Sempre piacevole leggere le "punzecchiature" fra scrittori. :-)

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