28 febbraio 2015

LO HA DETTO… MARIA POPOVA





Ciò che fanno i narratori – e questo include giornalisti, TED* e chiunque possieda un punto di vista e un pubblico, di qualunque entità – è contribuire a dare forma alle nostre storie su come funziona il mondo o, al meglio, rafforzare la nostra immaginazione morale per concepire come migliorare il mondo. In altre parole, i narratori ci aiutano a mediare tra l’ideale e il reale, coltivando il giusto equilibrio tra pensiero critico e speranza. [...]

Ciò di cui abbiamo bisogno, allora, sono scrittori come William Faulkner, che crebbe in un bordello e conobbe l’umanità più depravata, eppure riuscì a conservare la fiducia nello spirito umano. Nel suo discorso alla cerimonia per il Nobel, Faulkner affermò che il compito dello scrittore è “aiutare l’uomo a resistere, elevando il suo cuore”. Nei media moderni e commerciali, controllati da interessi privati, questa responsabilità di lavorare nel pubblico interesse e per il pubblico bene recede sullo sfondo. Tuttavia continuo a schierarmi con E. B. White, secondo cui “gli scrittori non si limitano a riflettere e interpretare la vita, ma la improntano e le danno forma”, e il ruolo dello scrittore è “elevare le persone, non svilirle.”

È vero, le persone talvolta commettono atti orribili, e possiamo arrovellarci sul perché fino a esaurire parole e salute mentale; ma il male prevale soltanto se lo scambiamo per normalità. C’è tanto bene nel mondo – tutto ciò dobbiamo fare è rammentarci l’un l’altro della sua esistenza, presentarci al suo cospetto e rifiutare di allontanarci.
 




Maria Popova, chi è? Una scrittice, critica e blogger che vive a Brooklyn. Ma dovrei dire super-blogger. Gli articoli che produce a ruota libera sul suo sito Brainpickings, nati dalle riflessioni sulle sue numerosissime e variegate letture, sono originali, profondi e ispiratori. Se l'inglese non vi spaventa e volete scoprire quale sia il gradino qualitativo che segue la semplice recensione, vi consiglio caldamente una visita, ed eventualmente l'iscrizione alla sua newsletter. Occhio, però: rischiate di incrementare le spese alla voce libri.


* TED: visionari e pensatori in ogni campo del sapere. Il nome nasce dal Technology Entertainment Design – TED, appunto –, una conferenza che si tiene ogni anno a Monterey, in California, e ogni due anni in altre città del mondo. La sua missione è riassunta nella formula "ideas worth spreading" (idee che vale la pena diffondere). Le lezioni abbracciano una vasta gamma di argomenti che comprende, tra gli altri, scienza, arte, politica, temi globali, architettura e musica.




14 commenti:

  1. Bellissime citazioni, Grazia!
    Mai allontanarci dal bene: anche se abbiamo passato momenti infernali e conosciuto persone il cui comportamento ci ha fatto male, si deve sempre cercare il suo contrario. E noi scrittori possiamo contribuire ad alimentare questa ricerca del bene.

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    1. Sono convinta che questo valga sia per i grandi mali del mondo che per i mali del nostro quotidiano. L'atteggiamento per superarli e vincerli è lo stesso.

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  2. La vedo anche io così.
    Il male non può essere la normalità, non deve!

    Moz-

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    1. Secondo me ultimamente è filtrata anche nei media l'esigenza di parlare della mezza mela non bacata. Si moltiplicano le trasmissioni in cui qualcuno fa del bene a qualcun altro. La spettacolarizzazione dei sentimenti è disgustosa, ma mi sembra comunque un significativo cambiamento di tendenza. Trent'anni fa nessuno si sarebbe sognato di considerare interessanti gli atti generosi.

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  3. Continuo a rileggere la frase relativa al ruolo dello scrittore. Non ci avevo mai pensato. È proprio bella.

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    1. Questo brano mostra la scrittura sotto una luce diversa dal solito. Può spaventare il pensiero di avere un ruolo così importante, nel nostro piccolo, ma credo che quel genere di responsabilità lo abbiamo anche nella vita quotidiana, quando sorridiamo al benzinaio o abbaiamo all'impiegata delle poste. E' l'impatto che abbiamo sul mondo, qualunque cosa facciamo. Le storie, quando sono scritte bene, cambiano le emozioni e talvolta anche le idee delle persone. Non è mica poco!

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  4. E' un pensiero molto elevato e di comprensione non immediata. Ad ogni modo io ho sempre pensato che il peso delle parole sia enorme e che abbiamo una grande responsabilità nell'usarle, non solo come scrittori ma come esseri umani.Questo riguarda le parole espresse a voce, ma ancor più quelle che si scrivono.

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    1. In effetti credo la Popova sia una persona notevole. Ogni settimana leggo qualcosa di suo, e ne sono sempre più convinta.

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  5. Bisognerebbe che leggessero queste frasi tutte le persone - e ne ho incontrate tante, ma davvero tante...- che tacciano di frivolezza o di vacuità la scrittura a fini artistici. Secondo queste persone al massimo puoi fare del giornalismo: è l'unica forma di letteratura che concepiscono (con tutto il rispetto per il giornalismo...).

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    1. Hai incontrato anche tu qualche patito della realtà-e-basta? E' dura far capire che, anche se la narrativa non racconta fatti veri, quegli stessi fatti possono essere più eterni e reali di mille fatti contingenti.

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  6. Si può dire che io conosca quasi solo "patiti della realtà e basta"!

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    1. Sono i più diffusi, mi verrebbe da dire "purtroppo".

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  7. Tosta la Maria, leggo il suo blog e ci siamo scambiati pure della email

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    1. Ha un modo di trattare gli argomenti davvero speciale, profondo e leggero insieme. Mi piace molto.

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