11 novembre 2013

LO SCRITTORE E LA SUA VOCE


Se ne sente spesso parlare, della famigerata “voce” dello scrittore. Nessuno sa cosa sia esattamente, ma a me piace pensarla come un insieme di stile, idee, carattere e anima; una sorta di essenza della persona che siamo, insomma. Va da sé che, di voce, ognuno ha la sua. Ce lo vedete il Signore degli Anelli scritto da Hemingway? Minimo si ridurrebbe a un centesimo della sua lunghezza, ma soprattutto sarebbe stata dura convincere Hemingway a scriverlo!

Questo paragone ignobile ci avvicina a quella che considero una grande verità: se c'è qualcosa che vale la pena di fare come scrittori è trovare il nucleo di noi stessi e scavare, scavare e ancora scavare. In fondo cosa possediamo di tanto originale da convincere il lettore a scegliere proprio noi tra trilioni di scrittori, se non noi stessi? Il resto può essere un esercizio, un passatempo, un modo per tastare il terreno, ma alla fine è lì che dovremo arrivare: essere noi stessi al cento per cento in ciò che scriviamo – un "noi stessi" non statico, ma in continua evoluzione. Nessuno però ci impedisce di perdere tempo dietro altre cose, tipo:

– Rincorrere le mode.
D’accordo che sono già usciti trecentoquindici romanzi imperniati sui vampiri, ma cosa ci fa pensare che un editore avrà voglia di pubblicare il trecentosedicesimo scritto proprio da noi, emeriti sconosciuti? La grande moda dei vampiri si esaurirà come per incanto nell’istante preciso in cui il nostro manoscritto atterrerà sulla scrivania del lettore di turno. Sì, perché anche il tempo congiura contro di noi: quando una tendenza diventa palese, si trova già a buon punto della sua curva ascendente. Tempo che scriviamo la nostra storia, la sottoponiamo a onesta revisione, la spediamo a qualche editore e aspettiamo il responso, e i vampiri nessuno li vorrà nemmeno in cartolina. Ergo: se vogliamo immetterci in un filone già sfruttato, meglio che abbiamo qualche variazione molto, molto gustosa da proporre.

– Scegliere temi attuali e discussi, che figurerebbero benone in un talk-show.
Ce ne sono, eccome se ce ne sono! Ma siamo proprio sicuri di riuscire a scrivere bene di qualunque argomento? Anche schivando le tante sfumature di sesso e i temi sociali più scabrosi, non è mica così semplice. Voglio dire: a capire che l’abbandono estivo dei cani non è una cosa giusta ci arrivano tutti, purché esseri pensanti; ma noi sapremo trasmettere questo valore anche se i cani non ci interessano, anzi tutto sommato ci fanno anche un po’ schifo perché sbavano e perdono il pelo? [Li adoro, N.d.R.]

– Imitare uno stile.
Come lettori ci piace la scrittura sincopata, ma le parti che ci vengono meglio sono le lunghe, dettagliate descrizioni di paesaggi. Amiamo i personaggi d’impatto, ma scrivendo ci scappa di creare antieroi goffi e dal cuore tenero. Vogliamo temi di rottura, ma poi ci infiliamo storie d’amore che più sdolcinate non si può. Insomma, non sarà meglio valorizzare le nostre caratteristiche anziché sfidarle a braccio di ferro? Non è detto che essere se stessi sia peggio di essere il nostro Scrittore Ideale.

– Ascoltare i consigli.
Dai retta a me, lo storico tira. Ma perché non scrivi la biografia di Tizio? Non so perché ti ostini a scrivere del fantasy se poi non ti pubblicano.
Ehi, ragazzi, chi è che deve scrivere? Se scrivo, decido io cosa e come, e pure quando. Non so perché parenti e amici si sentano in diritto di fornirci consigli su qualcosa che non conoscono affatto. Con le migliori intenzioni, come no; solo che scrivere non è come vendere affettati. Se non ci attizza ciò che scriviamo, come diamine facciamo a scriverlo?

Perciò, a voler trovare un motto, direi: prendiamo ispirazione da tutto e tutti, ma teniamoci anche ben stretti a ciò che siamo. Il nostro meglio è il Meglio con la maiuscola, garantito.

***

HANNO DETTO

Gran parte della nostra vita implica la parola “no”. A scuola ci dicono: “Non fare così, fai cosà.” Ma l’arte è il grande “sì”. Nell’arte hai la possibilità di creare qualcosa dove non c’era nulla.
(Marvin Bell)



Libreria alla stazione ferroviaria di Lipsia, in Germania.







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