24 aprile 2013

LE MILLE DOMANDE DELLO SCRITTORE



Lo scrittore è un fanatico delle domande, anche se non sempre ne è consapevole. Non fa per lui fermarsi alla realtà così com’è. Deve spingersi sempre un passo oltre: origlia un litigio e immagina un epilogo diverso, legge un fatto di cronaca e si domanda cosa avrebbe fatto se si fosse trovato nei panni di uno dei protagonisti, fantastica su uno sconosciuto che incontra sull’autobus e gli inventa una vita intera sulla base di un’espressione del viso, di un paio di scarpe.
La si definisce fantasia, ma mi sembra una definizione troppo vaga per il meccanismo creativo che ticchetta incessante nella mente dello scrittore alla ricerca di collegamenti, di scambi di persone, di esiti multipli.
Credetemi, non sono tutti così; e non lo dico per mettere me stessa su un altare e trascinarci pure voi. E’ una nostra caratteristica, come il piede arcuato delle ballerine di danza classica o il callo sulle ginocchia del piastrellista. Perciò riconoscetela quando la vostra mente parte dietro a uno stimolo qualunque e riemergete dallo stato di trance solo perché chi è con voi vi sta dicendo “ehi, dove sei finito?”
Non c’è bisogno di dirgli che stavate immaginando cosa sarebbe successo se quella macchina invece di inchiodare fosse uscita di strada e avesse sfondato le vetrine del supermercato. Potrebbe guardarvi strano, se non vi conosce bene, e forse sarebbe tentato di chiedere al vostro coniuge o a vostra madre se siete un po’ sotto stress. Eppure è cosa di tutti i giorni. Niente di grave, solo un attacco di “what if…?” Così definiscono i maestri di scrittura creativa (contrapposta a quella non creativa? Bah.) l’approccio di chi di fronte alla realtà si domanda incessantemente “e se…?”
Se quella donna invece che subire avesse pagato un killer per liberarsi dello stalker?
Se il vecchio che vedo sempre su quella panchina del parco si presentasse ogni giorno, da trentacinque anni, all’appuntamento con la donna che un tempo lontano non si è fatta vedere?
Questa caratteristica che ci porta a trasformare tutto non va solo accettata, ma apprezzata, coltivata e sfruttata. E’ questa caratteristica a fare di noi degli scrittori e non, per dire, degli scultori o dei pittori.
Domande per cogliere le potenzialità di un’idea.
Domande per nutrire quell’idea, per collegarla ad altre idee e farne la base per una storia.
Domande per sviluppare i punti di trama, senza fermarsi alle prime ipotesi, ai cliché.
Domande per creare personaggi che non sembrino di cartone.
Domande sul finale più adatto per la nostra storia.
Domande – importantissime – durante la revisione dei nostri scritti:
- la posta in gioco è abbastanza alta da far preoccupare il lettore?
- ho iniziato a raccontare la storia dal momento più adatto, oppure esiste una scelta migliore?
- i personaggi sono abbastanza diversi tra loro?
- ho inserito nelle descrizioni abbastanza dettagli sensoriali da renderle vive per il lettore?
Sono solo alcune domande tratte dal capitolo di “Per scrivere bisogna sporcarsi le mani” dedicato alla revisione.
Nella revisione lo scopo è ambizioso: non parliamo della semplice correzione di un testo da errori e refusi, come spesso la si intende, ma di un’operazione profonda, capace di modificare il livello qualitativo del testo stesso.
Si individuano i punti deboli della storia e si cercano soluzioni.
Si individuano i punti di forza della storia e li si sfrutta in tutte le loro potenzialità.
Questo tipo di revisione è necessario se si vuole proporre agli editori un lavoro professionale; e sì, se vogliamo vedere il nostro lavoro pubblicato stiamo implicitamente accettando di lavorare da professionisti. Credere di potersi accontentare di un lavoro amatoriale e tuttavia ambire alla pubblicazione significa ingannare se stessi.
Per questo motivo inserirei tra le tante domande dello scrittore anche questa: c’è qualcosa che posso fare per scrivere in modo più professionale, cioè consapevole ed efficace?
Tra le possibili risposte c’è anche un manuale di scrittura come “Per scrivere bisogna sporcarsi le mani”, dove di domande ne trovate in abbondanza. Con qualche risposta seria al seguito.

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