26 giugno 2017

Lo ha detto… Victor Hugo


Victor Hugo



Un libro è un ingranaggio. Diffidate di quelle righe nere su carta bianca. Sono delle forze; si combinano, si compongono, si scompongono, entrano l’una nell’altra, ruotano l’una sull’altra, si dividono, si legano, si accoppiano, fermentano. Questa riga morde, quella riga stringe e schiaccia, quell’altra trascina, quella riga soggioga. Le idee sono un congegno. Vi sentite attratti dal libro. Esso vi lascerà soltanto dopo avere dato una forma al vostro spirito. Talvolta i lettori escono dal libro completamente trasformati. Omero e la Bibbia fanno di questi miracoli.


(Victor Hugo, Prose filosofiche, 1860)



17 giugno 2017

Don’t give in without a fight



The Wall





 

Se siamo tentati di smettere di scrivere, pensiamoci due volte. Anche tre.











Non rinunciare senza lottare. Sono parole di Hey You, dall’album dei Pink Floyd The Wall, ma chissà quante persone le hanno pronunciate o sentite pronunciare nella loro vita.

Qualche giorno fa stavo controllando i libri che ho acquistato e non ancora letto. Per me questa è un’operazione golosa & fastidiosa, perché da un lato mi fa salivare sulle prossime letture, dall’altro mi fa notare che sono entrata, almeno in parte e mio malgrado, nella logica del possedere per il gusto di possedere.

Mentre spulcio tra i titoli, ne trovo uno relativo alla scrittura: The Audacity to be a Writer è una raccolta di 50 articoli pubblicati su Positive Writer, il blog di Bryan Hutchinson che alcuni di voi forse conosceranno.

30 maggio 2017

Ho corso con Murakami Haruki

Murakami Haruki

 

 

 

 

Scrivere, correre... vivere!

Oggi sotto la mia lente c'è Murakami Haruki.












Ciao a tutti, ben trovati!


Mi piacerebbe avere corso davvero con Murakami; anzi, in generale mi piacerebbe riuscire a correre meglio di una gallina nel cortile. L'argomento di oggi, però - che molti di voi avranno già indovinato - è il  libro di Murakami L’arte di correre. Ispirata da questo articolo di Daniele Imperi, specifico subito: la mia non è una recensione, ma il racconto di qualche spunto tratto dal libro, che ho molto apprezzato.

Ho comperato L'arte di correre senza premeditazione, a Verona, un giorno in cui aspettavo la partenza del mio treno e la libreria Feltrinelli mi sembrava il posto ideale per occupare quella mezz’ora. Non ho trovato romanzi che mi tentassero, perché in questo periodo tendo a preferire la saggistica alla narrativa (con tutti gli effetti collaterali del caso), ma L’arte di scrivere mi ha incuriosita. Sapevo che in questo libro Murakami raccontava del suo rapporto con la corsa, e inevitabilmente di se stesso, quindi ci avrei trovato la viva voce dell’autore.

19 aprile 2017

13 marzo 2017

Schegge di scrittura 1 – Il doppio obiettivo


Dal blog The Write Life
Dal blog The Write Life

La forza di una storia è legata all'intensità con cui il protagonista persegue il suo obiettivo. Cosa succede se gli obiettivi diventano due?

Da parecchi mesi non parlo sul blog degli aspetti tecnici della scrittura, ma questo non significa che per me abbiano perso importanza. Conoscere gli strumenti dell’arte resta fondamentale, tanto che ho ripreso a studiare.

Non avevo idea che per scrivere fosse così importante essere flessibili. Va tutto rimesso in discussione ogni volta: metodo, modo di partire, supporti, ritmi. Quello che funziona una volta, o che ha sempre funzionato, può tranquillamente non funzionare oggi. Ogni volta è una sfida diversa.

In questo momento, per esempio, la mia sfida è sviluppare l’idea iniziale del nuovo romanzo fino a poter delineare una trama convincente. Non è la prima storia che racconto. Perché è improvvisamente così difficile? Ho un quadernone di appunti a testimoniare che ci ho lavorato. Qualche giorno fa, un indizio: è la prima volta che una mia storia nasce da una situazione invece che da un personaggio.

Questo cambia tutto. Se hai un personaggio nitido in mente, è a lui/lei che domandi: qual è il tuo obiettivo? Cosa sei disposto a fare per arrivarci? Cosa rischi? E in definitiva: cosa succede adesso?

Nel prendere spunto da una situazione anziché da un personaggio non c’è niente di male; è un modo come un altro per far partire una storia. Però a quel punto la prima domanda diventa: chi vive questa situazione? Fino a quando non avrò chiari in mente i personaggi principali e i loro intenti, non avrò una trama, ma soltanto un’idea corredata da atmosfere.

Un passo avanti l’ho fatto qualche giorno fa grazie alla lettura di Story, testo di Robert McKee molto nominato (giustamente) tra i lit-blogger. Da qui prendo lo spunto per la “scheggia” di oggi, nelle mie intenzioni la prima di una serie.

Il protagonista, come sappiamo, deve avere un obiettivo che lo spinge ad affrontare le peripezie della storia. Niente obiettivo, niente peripezie, niente storia. McKee però va oltre: gli obiettivi possono essere consci o inconsci. Perché non attribuire al personaggio un obiettivo conscio e uno inconscio?

Provate a pensarci, se già non lo fate di abitudine: il protagonista è convinto di volere qualcosa, ma dentro di lui lavora un desiderio più profondo, che si infiltra nelle sue azioni senza che se ne accorga e lo muove da dietro le quinte, per emergere in tutta la sua forza nel climax della storia. Può essere un desiderio parallelo a quello conscio, solo nascosto; ma può anche essere in contrasto con esso e incompatibile con l’immagine che il personaggio ha di se stesso, fatta salva la coerenza con il personaggio stesso e la sua storia. Cosa succederà quando questo contrasto diventerà impossibile da ignorare?

Trovo questa ipotesi molto intrigante. Come sostiene McKee, lo spessore umano del personaggio ne risulta aumentato, così come il suo grado di realismo all’interno della storia. Le persone reali fanno costantemente i conti con le proprie pulsioni nascoste, che emergono a tradimento nei momenti di crisi e spesso ne peggiorano gli esiti.

Il semplice contatto con questo suggerimento di McKee mi ha fatto immaginare lo scopo inconscio della mia protagonista, che ha acquisito in questo modo un presupposto per le sue azioni e – a sorpresa – un nome.

Questa svolta mi fa pensare bene. Non sono mai riuscita a dare il via a una storia senza avere il nome dei personaggi principali. Ora sono curiosa di vedere cosa succederà.


Cosa ne pensate del doppio obiettivo? Lo trovate un suggerimento utile?



(Immagine tratta dal blog The Write Life)






20 febbraio 2017

Il rispolvero dell'aspirante scrittore



Krishna e Arjuna prima della battaglia
Bhagavad Gita: Krishna e Arjuna prima della battaglia






È un bene o un male definirsi scrittori?

Dipende. Vi racconto le mie impressioni.







31 dicembre 2016

Buona fine e buon inizio!




Oggi è il 31 dicembre, un giorno che quasi nessuno lascia scorrere via senza soffermarcisi sopra un momento, anche al di là delle feste e dei fuochi d’artificio. Il bilancio dell’anno che sta terminando e i buoni (si spera!) propositi per l’anno che inizia non sono poi cose da poco, e possono mobilitare energie utili.

Mentre rifletto sui doni del 2016 e sulle mie intenzioni per il 2017, vi trasmetto la saggezza di Maria Popova, che in una recente newsletter ha riportato i dieci principali insegnamenti tratti dagli ultimi dieci anni del suo blog Brain Pickings.


1. Permetti a te stesso lo scomodo lusso di cambiare idea.

2. Non fare niente soltanto per ottenere prestigio, status, denaro o approvazione.

3. Sii generoso.

4. Crea spazi di quiete nella tua vita.

5. Non credere alle persone che vogliono dirti chi sei.

6. La presenza è un’arte ben più complicata e gratificante della produttività.

7. Sii consapevole che tutto quello che ha valore richiede tempo.

8. Cerca ciò che amplia i confini del tuo spirito.

9. Non temere di essere idealista.

10. Non limitarti a resistere al cinismo, combattilo attivamente.




(Se vi è venuta voglia di leggervi l’articolo per intero, lo trovate qui.)


E io, cosa chiedo al mio 2017? Tra le varie voci della mia lunga lista compaiono (non in ordine di importanza):

- provare una nuova ricetta vegana ogni settimana

- meditare almeno 10 minuti al giorno

- imparare ad accettare più che a sopportare

- scrivere mettendo al primo posto la semplice gioia di farlo


Mi accorgo ora di avere inserito nella mia lista più intenzioni che richieste. Va bene così, tanto è implicito che a salute, amore e fortuna non si dice mai di no!    



Tanti auguri di buon fine anno
e buon inizio 2017!